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L’automazione è l’unico modo per affrontare la carenza di competenze in materia di sicurezza informatica


Secondo un recente sondaggio di Mcafee, l’82% degli intervistati ha segnalato una carenza di competenze in materia di sicurezza informatica, mentre il 75% ritiene che ciò li renda un obiettivo più desiderabile per gli hacker. La carenza di professionisti della sicurezza informatica non sorprende, dato che devono ricoprire un ruolo che richiede molta conoscenza, esperienza, pazienza e offre poche ricompense intrinseche.
Non riceverai una pacca sulla spalla quando non si verificano incidenti di sicurezza, ma se si verificano, chi pensi che daranno la colpa? È improbabile che questa situazione cambi, quindi dobbiamo concentrare la nostra attenzione sull’automazione.

Il ruolo che l’automazione può svolgere

Ogni organizzazione utilizzerà l'automazione in una forma o nell'altra. Ad esempio, gli strumenti antivirus e i firewall forniscono un livello base di automazione, in quanto sono in grado di rilevare e rispondere a entità sospette, senza alcun intervento umano. Alcune organizzazioni utilizzano soluzioni in grado di rilevare e classificare automaticamente i dati sensibili.

Alcuni utilizzano sofisticate soluzioni DCAP (Data-Centric Audit & Protection) per rilevare, avvisare, segnalare e rispondere alle modifiche apportate ai propri dati sensibili, nonché monitorare i privilegi di accesso. Possono anche rilevare e rispondere a eventi che corrispondono a una condizione di soglia predefinita, come più tentativi di accesso non riusciti o crittografia di file in blocco. Allo stesso modo, le soluzioni Data Loss Prevention (DLP) possono bloccare/mettere in quarantena automaticamente i dati sensibili non crittografati non appena escono dalla rete.

Le strategie di inganno dei dati sono anche molto più efficaci se utilizzate insieme all’automazione. Tali strategie vengono spesso definite “honeypot” e vengono utilizzate per indurre gli hacker ad accedere a dati fittizi che sembrano preziosi. Affinché un honeypot sia efficace, è necessario che ve ne siano molti sparsi nella rete. E sebbene possano essere relativamente semplici da configurare, il monitoraggio di questi honeypot sarebbe un processo arduo, se eseguito manualmente.

L’automazione non solo semplifica l’identificazione, la correlazione e la risposta a eventi sospetti, ma, se utilizzata in combinazione con l’apprendimento automatico, ci consente di compilare e analizzare modelli di comportamento e fare previsioni su ciò che un utente malintenzionato potrebbe fare successivamente. Ciò ci consente di avviare una risposta più sofisticata. Tali strumenti sono preziosi per compiti semplici, ripetitivi e relativamente a basso rischio. Lavorano 24 ore su 24 eseguendo compiti cruciali in modo rapido ed efficiente, il che a sua volta consente ai team di sicurezza di concentrarsi su questioni più complesse e urgenti.

I problemi con l'automazione

Sebbene l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico svolgeranno inevitabilmente un ruolo importante nel futuro della sicurezza informatica, queste tecnologie possono anche essere viste come un’arma a doppio taglio. Secondo il seguente articolo pubblicato da TechRepublic, il 91% dei professionisti della sicurezza informatica teme che gli hacker utilizzino l’intelligenza artificiale per attaccare la propria azienda.

L’intelligenza artificiale viene già utilizzata per ottenere dati personali, come indirizzi e-mail e numeri di telefono, che possono essere utilizzati per facilitare attacchi di ingegneria sociale. Gli hacker stanno già cercando modi per utilizzare l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico per lanciare attacchi ancora più sofisticati. Ad esempio, gli esperti di sicurezza hanno trovato un modo per utilizzare l’intelligenza artificiale per modificare il malware in modo che possa aggirare il software antivirus e gli algoritmi di apprendimento automatico.

Immagina una forma di intelligenza artificiale in grado di generare continuamente un gran numero di ceppi di malware diversi, determinare quali fossero i più efficaci e quindi generare un gran numero di varianti di quel ceppo e così via. Attraverso un processo di selezione (in)naturale, gli hacker potrebbero creare vettori di attacco molto sofisticati che si evolvono costantemente senza la necessità dell’intervento umano.

Sconfiggere la criminalità informatica è difficile, ma non impossibile. Dopotutto, Bitcoin e altre tecnologie basate sulla blockchain si sono finora dimostrate immuni dagli attacchi informatici, e si stanno evolvendo tecnologie simili che hanno una portata molto più ampia. Ad esempio, la rete SAFE, che è ancora in fase di sviluppo, è essenzialmente una nuova Internet, costruita pensando alla privacy e alla sicurezza.

Allo stato attuale, queste tecnologie non sono pronte per l’adozione mainstream, offrono un ambito limitato per proteggere le nostre reti e i nostri dati o devono ancora essere rilasciate ufficialmente. Nel frattempo, l’unico modo per superare la carenza di competenze in materia di sicurezza informatica è automatizzare quante più attività possibile, utilizzando la tecnologia attualmente a nostra disposizione.

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